Nell’antico palazzo Amalteo, nel cuore del centro storico di Pordenone, sorge dal 1971 il museo civico di Storia Naturale. Nato grazie all’impegno dei volontari della Società Naturalisti Silvia Zenari, nel 2007 prende il nome proprio dalla studiosa friulana di botanica e fitogeografia.
Il percorso espositivo ti accompagna attraverso ambienti molto diversi ma tutti collegati tra loro: la sala di mineralogia, con oltre mille campioni; quella della botanica, tra erbari, piante e semi utili all’uomo; lo spazio dedicato all’entomologia, dove libellule, cavallette, farfalle e coleotteri mostrano tutta la varietà del mondo degli insetti; il Theatrum naturae, che testimonia il passaggio dalle antiche stanze delle meraviglie al museo scientifico moderno; le sale dei vertebrati, dalla galleria dei mammiferi alla savana; gli habitat e diorami, che conservano anche la memoria storica dell’allestimento museale. Accanto a quanto esposto, il museo conserva un patrimonio scientifico ancora più ampio, con oltre novantamila reperti tra minerali, piante e animali. E poi c’è lui, il mammut Gaetano, presenza amatissima, capace di accendere subito la curiosità dei più piccoli e di trasformare la visita in un’esperienza memorabile.
Accanto all’esposizione, il museo offre anche una sala per mostre temporanee, una biblioteca specializzata, visite guidate e attività didattiche, con spazi e informazioni accessibili davvero a tutti, .
Parte di Pordenone Musei, oggi il museo si inserisce in un racconto più grande, dove natura, arte e storia si intrecciano in un’unica esperienza.
Chi lo ispira
Naturalista e docente di botanica all’università di Padova, Silvia Zenari (1895–1956) è una scienziata che dedica la propria vita allo studio diretto del territorio, tra geologia, flora alpina e paesaggio. Nei suoi lavori unisce rigore scientifico e attenzione alla divulgazione, rendendo la botanica accessibile anche a studenti e semplici appassionati. Tra le sue opere più note, Flora escursionistica (1957) è un manuale da campo che permette di riconoscere le specie botaniche per semplice osservazione. Per il valore delle sue ricerche riceve dall’Accademia dei Lincei il Premio Ministeriale per le Scienze Naturali.
Il museo si ispira a questo approccio: una scienza aperta e accessibile, basata sull’osservazione diretta e pensata per essere capita e amata da tutti.
Molte delle nostre più belle specie sono (...) facili a scomparire da una determinata zona quando vengano troppo di frequente raccolte, prime fra tutte le Orchidee, (...) le Liliacee (...), ogni tipo di Primula (...), le Genziane (...), i Ciclamini, gli Anemoni (...) ed infine, con particolare raccomandazione, la stella alpina.
Sapevi che…
Il museo offre un articolato sistema di laboratori, percorsi assistiti e attività didattiche per scuole e gruppi organizzati. Tutti gli spazi sono accessibili alle persone con difficoltà motorie o sensoriali. Alcuni reperti sono pensati per essere conosciuti anche con il tatto: li puoi riconoscere grazie a una didascalia dedicata che ti invita all’interazione.
Al Museo di Storia Naturale di Pordenone l’accessibilità è più di un semplice traguardo: è un'opportunità progettuale per creare esperienze memorabili per tutti.
