Museo civico d’arte di Palazzo Ricchieri

Un palazzo affrescato nel cuore della città ospita la pinacoteca civica: capolavori del Pordenone, del Grigoletti e un’importante collezione di arte lignea.

Museo
Chiuso
Facciata esterna del Museo Civico d'Arte di Palazzo Ricchieri a Pordenone. L'edificio storico presenta un porticato a pianterreno con ampie arcate a tutto sesto e pareti affrescate che mostrano i segni del tempo. Ai piani superiori si susseguono finestre eleganti, alcune delle quali ornate da balconcini con balaustre bianche. Sulla destra svetta il campanile del Duomo, mentre in primo piano si vede la pavimentazione in ciottoli della piazza.

L’arte tra le stanze della storia

Il Museo

Il Museo Civico d’Arte Ricchieri custodisce una delle raccolte artistiche più importanti del Friuli occidentale, offrendo un percorso che attraversa secoli di storia figurativa tra pittura, scultura e arti decorative. L’esposizione si sviluppa cronologicamente dal Medioevo all’Ottocento; in 11 sale permette di seguire l’evoluzione dei linguaggi artistici nel territorio pordenonese, in dialogo costante con la grande tradizione veneta. 

Il percorso si apre con opere tra XIII e XV secolo: affreschi staccati, sculture e preziosi esempi di arte lignea medievale testimoniano la vitalità della produzione artistica locale. Nel salone nobile e nelle sale successive trovano spazio dipinti del Quattrocento e del Cinquecento, tra tavole devozionali e pale d’altare. Qui emerge la figura di Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, protagonista della pittura rinascimentale e autore di una delle opere più significative: la pala San Gottardo in trono fra i santi Sebastiano e Rocco (1525–1527). Accanto a lui, compaiono artisti legati alla cultura figurativa veneta e friulana, tra cui Pomponio Amalteo, continuatore della sua lezione.
Le sale dedicate ai secoli successivi ti portano nella pittura del Seicento e del Settecento, tra capricci, marine, vedute e dipinti di devozione.
Un’intera sezione del museo è dedicata a Michelangelo Grigoletti, ritrattista di spicco dell’Ottocento e figura centrale nella formazione di molti artisti del territorio; è proprio alla donazione di dipinti fatta da questo pittore e in seguito dal fratello Lorenzo che si deve il primo nucleo significativo di opere che ha dato origine alla pinacoteca civica.
Accanto alla collezione storica, il museo conserva anche molti capolavori del Novecento, esposti a rotazione. Si tratta di artisti del territorio ma anche di maestri di fama internazionale come Marc Chagall, Emilio Vedova, Giorgio de Chirico e Lucio Fontana

Il Museo Civico d’Arte Ricchieri è anche uno spazio vivo della città. Dopo il terremoto del Friuli del 1976, assume un ruolo fondamentale nella salvaguardia del patrimonio, accogliendo e mettendo in sicurezza opere provenienti da chiese danneggiate. Oggi questa funzione si traduce in un costante impegno verso il futuro: mostre temporanee, progetti e iniziative per scuole e famiglie, tra cui “Nanna al museo” che, per una notte, trasforma gli spazi espositivi nella più bella stanza da letto che si possa sognare. 

Oggi il Ricchieri fa parte di Pordenone Musei. Un gioiello di arte e storia che ti permette di avere una lettura ancora più ampia e completa del patrimonio culturale del Friuli Occidentale.

Visita il sito del museo

Sala espositiva con un grande dipinto a tema religioso incorniciato in oro al centro della parete. L’opera mostra più figure sedute e una figura infantile al centro della composizione. A destra del dipinto è esposto un pannello trasparente con una stampa in bianco e nero raffigurante una figura distesa. Il pavimento è in legno e l’illuminazione proviene da spot sul soffitto.
Dettaglio di un dipinto a olio che ritrae la mano di un adulto che sorregge con dolcezza la mano piccola di un neonato. Sullo sfondo si notano panneggi di vesti nei colori rosso e blu.
Un dettaglio di un dipinto a olio che ritrae un Gesù Bambino parzialmente nudo. La pelle del bambino è di un rosa rosato e presenta una texture craquelé visibile, che suggerisce la vetustà dell'opera. Il bambino è avvolto in un panno bianco drappeggiato e poggia su un tessuto rosso-brunastro. Una mano adulta, forse quella di Maria o di un altro personaggio, lo sorregge con delicatezza. La mano adulta è di una tonalità più scura e anche la sua pelle presenta una texture craquelé. Lo sfondo è scuro e indistinto, concentrando l'attenzione sul bambino e sulla mano. Lo stile è realistico e ricco di dettagli materici.
Un gioco di prospettive e riflessi all'interno di una sala museale. In primo piano, una sagoma sfocata e semitrasparente di una figura femminile contemporanea sembra sovrapporsi a un ritratto classico ad olio posizionato sullo sfondo. Il dipinto ritrae un uomo con un copricapo nero e uno sguardo intenso rivolto verso l'osservatore. Il contrasto tra l'antico e il moderno crea un effetto etereo e senza tempo.
Interno di una sala espositiva con un grande dipinto religioso su pannello a sinistra e una scultura scura su piedistallo a destra. La scultura è illuminata dalla luce proveniente da una porta-finestra sullo sfondo, creando una silhouette marcata. Il pavimento è in legno e il soffitto presenta travi a vista.
Affresco antico diviso verticalmente da una larga lacuna centrale. A sinistra si vede una figura vestita con abiti scuri all’interno di una cornice decorata; a destra un’altra figura è seduta o reclinata sotto un tendaggio decorato. La superficie dell’opera presenta diffuse zone di degrado e perdita di colore.
Dettaglio ravvicinato di un dipinto che raffigura due figure infantili con capelli ricci, avvicinate testa contro testa. Una delle figure tiene tra le mani un piccolo strumento musicale a fiato. La superficie pittorica presenta una trama visibile.
Dettaglio di un dipinto a olio di forma ovale racchiuso in una cornice dorata intagliata. L'opera raffigura una giovane donna di profilo che si porta una mano al naso con un'espressione curiosa o sorpresa. Accanto a lei, si vede il torso muscoloso di una figura maschile parzialmente coperta da un drappo verde scuro. Lo stile pittorico è classico, con un uso morbido del chiaroscuro tipico del XVII o XVIII secolo.
Due immagini affiancate che creano un parallelismo visivo. A sinistra: Un dipinto rinascimentale raffigurante una "Sacra Conversazione". Al centro un vescovo in trono, a sinistra San Sebastiano trafitto da una freccia e a destra un nobile o un santo in vesti rinascimentali rosse. Ai piedi del trono, due piccoli angeli musicanti. A destra: Un dettaglio ravvicinato che accosta il San Sebastiano del dipinto alla fotografia in bianco e nero di un bambino che guarda verso l'alto con un'espressione di stupore, richiamando la posa e lo sguardo rivolto al cielo del santo.
Un affresco medievale in stile gotico cortese che raffigura un duello tra due cavalieri in sella ai loro destrieri. Il cavaliere a sinistra indossa un'armatura scura e una tunica rossa, mentre quello a destra cavalca un cavallo bianco finemente bardato. Entrambi impugnano lunghe lance. Nella parte superiore, all'interno di una cinta muraria con una torre, due figure femminili osservano la scena. L'opera presenta evidenti segni del tempo e mancanze di intonaco, con una vistosa lacuna a forma di croce sulla destra.

Chi lo ispira

I Ricchieri sono una delle famiglie più potenti della storia di Pordenone. Partiti nel Trecento da un’origine artigiana, in pochi decenni riescono a entrare nell’élite cittadina grazie a una sapiente rete di matrimoni e alleanze politiche. Ottengono titoli, incarichi e prestigio prima con la casa d’Asburgo e poi con la Repubblica di Venezia. Nato come dimora medievale, il palazzo subisce nei secoli molte trasformazioni e oggi conserva nelle murature, nelle decorazioni e nei vivaci affreschi i segni di una lunga ascesa familiare tra diplomazia, carriera militare e generose donazioni alla città. Un capolavoro tra i capolavori.

Un dipinto murale raffigurante un elaborato stemma nobiliare araldico. Lo scudo centrale è di colore rosso, diviso in quattro quarti: due contengono un'aquila spiegata blu e due una ghirlanda di rose bianche e rosa. Sopra lo scudo poggia una corona dorata, sormontata da un elmo piumato rivolto di profilo. Il tutto è incorniciato da ricchi decori a fogliame (lambrecchini) nei toni dell'arancio e del blu. L'opera è racchiusa in una cornice dipinta rettangolare.

Sapevi che…

Il museo Ricchieri espone alcune opere dell’artista più famoso nato in città: Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone (1483/1484–1539). Di questo grande protagonista del Rinascimento, secondo alcuni studiosi, potrebbe esistere anche un autoritratto. Si troverebbe nell’affresco di San Rocco (1515-1520), dipinto su un pilastro del Duomo, a pochi passi da Palazzo Ricchieri. Anche se inserirsi tra le figure di una propria opera era una pratica diffusa tra gli artisti dell’epoca, l’attribuzione resta incerta. A suggerirla è il modo in cui il Pordenone rappresenta il volto del santo: tratti fortemente individualizzati e uno sguardo diretto verso l’osservatore. 

A questa ipotesi si ispira lo scultore Pietro Bearzi, che nel 1934 realizza il busto del pittore pordenonese. La scultura ti accoglie all’ingresso del museo, prima della scalinata.

Un dettaglio di un affresco che ritrae un uomo con barba e capelli lunghi castani, identificato come l'autoritratto dell'artista Il Pordenone. Il personaggio è raffigurato nelle vesti di San Rocco: indossa una casacca azzurra, pantaloni chiari e un mantello rosso scuro. Con una mano regge un lungo bastone da pellegrino, mentre con l'altra solleva un lembo della veste per mostrare la piaga della peste sulla coscia. Lo sguardo è rivolto direttamente verso lo spettatore con un'espressione fiera e intensa.

Il museo in rete

Emozioni da non perdere

Per chi ricerca, insegna, studia

Didattica e ricerca

Mostre temporanee

Una sala del piano terra è dedicata alle mostre temporanee. Sono esposizioni d’arte moderna e contemporanea spesso collegate alle iniziative di Galleria Bertoia. Altre volte, sono eventi estemporanei o mostre le cui opere escono dallo spazio assegnato per stabilire un dialogo inedito e stimolante con i capolavori del passato

Biglietteria e bookshop

All’ingresso del museo c’è uno spazio dedicato all’acquisto di biglietti, guide e cataloghi e al servizio di guardaroba.

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Archivio e deposito

Una parte del patrimonio del museo è conservata in deposito. È possibile accedere e consultare queste opere per motivi di studio e ricerca. Leggi il regolamento e scarica la richiesta.

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Biblioteca

La biblioteca del museo offre circa 5.000 volumi dedicati soprattutto all’arte friulano-veneta. È disponibile per consultazione (e in parte per prestito), con catalogo accessibile online.

Telefono: 0434 392935

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Orari e informazioni

Quando visitarlo

Come raggiungerlo

Corso Vittorio Emanuele II, 51, 33170, Pordenone, PN

Con i mezzi
In treno: linea Venezia/Udine con fermata a Pordenone. Servizio taxi fuori dalla stazione.
In autobus: dalla stazione tramite le linee: 2, 3, 4, 5, U, P13, P14, P18, P55 e P65

Con l’automobile
Autostrada A28 Portogruaro/Conegliano, uscita PORDENONE (Fiera). Usciti dall'autostrada, prendi SP35Via PolaPiazzale Filanda Marcolin e Via Riviera del Pordenone in direzione di Corso Vittorio Emanuele II.

A piedi
Dalla stazione dei treni al museo d’arte impiegherai circa 10 minuti. Puoi raggiungere il museo percorrendo gli itinerari urbani: “Il Pordenone e la sua città”, “Il Cacciatore di Luci”, “L’Esploratore del Silenzio” e “Il Seminatore del Futuro”.

Chi contattare

Accessibilità e sicurezza

L'accesso alle persone su carrozzina o con difficoltà motorie è possibile in tutto il museo.

Ultimo aggiornamento: 14/04/2026 00:39

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