Museo Diocesano di Arte Sacra

Arte, storia e devozione a due passi dal centro storico. Un museo contemporaneo custodisce dipinti, sculture e manufatti preziosi dal VII secolo a oggi.

Museo
Chiuso
Una fotografia esterna che mostra un moderno edificio in mattoni a vista con linee geometriche pulite. La facciata è caratterizzata da una serie di piccole finestre quadrate allineate e da una grande finestra circolare centrale. In primo piano, una rampa pedonale curva in cemento con corrimano metallico conduce verso l'ingresso, circondando un'aiuola con piante ornamentali. Il piazzale antistante è pavimentato con porfido a ventaglio. Il cielo è azzurro con nuvole leggere e sullo sfondo si scorge una zona alberata.

Arte sacra a Pordenone: radici nel territorio e sguardi lontani

Il Museo

Il polo museale ha sede nel Centro Attività Pastorali progettato dall’architetto Othmar Barth alla fine degli anni Ottanta. Oltre al museo d’arte sacra - aperto al pubblico nel 1995 - il complesso ospita un ampio spazio a due piani destinato a mostre temporanee, una biblioteca, una fototeca e - più recentemente - un laboratorio permanente dedicato al restauro dei tessuti antichi.

Le collezioni del museo raccolgono opere provenienti soprattutto dalle parrocchie della Diocesi di Concordia-Pordenone, arricchite nel tempo da donazioni, acquisizioni e depositi. Si tratta di sinopie, lacerti, affreschi staccati, sculture lignee e in pietra, dipinti, disegni, stampe, tessuti, ex voto e oreficerie liturgiche, dal VII secolo fino all’età contemporanea: una ricchezza di materiale che ha portato a disegnare un percorso sia cronologico che per destinazione d’uso. Ne emerge un racconto che mette in relazione manufatti destinati alla liturgia con altri legati alla devozione personale; opere d’arte della cultura figurativa veneto-friulana — con artisti come Gianfrancesco da Tolmezzo, Giovanni Martini e Pomponio Amalteo — accanto a dipinti successivi come quelli Francesco Guardi, Nicola Grassi e Michelangelo Grigoletti. A tutto questo, si aggiungono testimonianze provenienti da contesti missionari, che ampliano lo sguardo oltre il territorio e restituiscono la dimensione universale della Chiesa.

Il polo museale diocesano oggi è parte integrante di Pordenone Musei. La voce del sacro si aggiunge a quelle che raccontano la storia, l’arte e il futuro di Pordenone. Percorsi diversi per un’unica esperienza di visita.

Visita il sito del museo

Un dipinto rinascimentale di grandi dimensioni, una Sacra Conversazione, che raffigura la Madonna in trono con il Bambino Gesù in piedi sulle sue ginocchia. La Vergine indossa un abito rosso e un ampio mantello blu. Ai lati del trono sono disposti quattro santi: sulla sinistra due figure in abiti ecclesiastici riccamente decorati, uno dei quali tiene un libro; sulla destra un santo anziano con la barba bianca e San Giovanni Battista, riconoscibile dalla croce di canna e dal mantello rosso sopra la veste di pelle. Ai piedi del trono, in primo piano, due piccoli angeli musicanti siedono a terra: uno suona il liuto e l'altro un tamburello. La scena è ambientata all'interno di un'architettura classica con pilastri che lasciano intravedere un cielo azzurro sullo sfondo. La composizione è piramidale e solenne, tipica dell'arte sacra dell'epoca.
Un dipinto barocco che raffigura una scena militare in un accampamento, probabilmente ambientata durante una campagna bellica storica. Al centro della composizione, un uomo ferito o morente, a torso nudo, è sorretto da alcuni compagni davanti a una grande tenda da campo lussuosa, sormontata da un'aquila dorata. Sulla sinistra, un cavaliere su un cavallo bianco osserva la scena, circondato da altri soldati a cavallo e a piedi in armature d'epoca. Sullo sfondo si estende un paesaggio collinare sotto un cielo nuvoloso e drammatico, dove si intravedono altri reparti dell'esercito in movimento. In primo piano a destra, giacciono a terra elmi, armature e altri equipaggiamenti militari, sottolineando il contesto di battaglia. L'uso di forti contrasti di luce (chiaroscuro) enfatizza la drammaticità del momento.
Primo piano di un dettaglio pittorico che raffigura una mano che regge un piattino contenente due occhi umani, simbolo iconografico di Santa Lucia. Un'altra mano, in basso a destra, stringe una palma del martirio. Lo stile è quello della pittura sacra antica, con texture del colore evidente.
Dettaglio di un affresco rinascimentale che ritrae la Madonna con il Bambino. Maria è raffigurata con un volto dolce e lo sguardo rivolto verso il basso, con il capo coperto da un velo bianco. Il Bambino Gesù, in primo piano, ha capelli ricci dorati e tende il braccio sinistro verso la madre, mentre con la mano destra accenna un gesto di benedizione. Entrambe le figure presentano sottili aureole dorate. Lo stile pittorico mostra i segni del tempo, con una texture granulosa e colori caldi e terrosi che spaziano dal bruno dello sfondo al rosa incarnato dei volti.
Dettaglio macro di un oggetto liturgico o decorativo in metallo dorato, caratterizzato da una raffinata lavorazione a sbalzo. Al centro della composizione spicca la figura di un'aquila ad ali spiegate, simbolo di solennità, poggiata su una base decorata. Intorno all'aquila si sviluppano motivi floreali e piccole sfere metalliche che creano una struttura a raggiera o a croce. L'illuminazione è soffusa e drammatica (chiaroscuro), con una luce radente che mette in risalto la texture del metallo, i dettagli delle piume e le incisioni, lasciando gran parte dello sfondo nell'oscurità. Sullo sfondo, fuori fuoco, si percepisce un piccolo punto di luce calda e aranciata.
Dettaglio ravvicinato di un ricamo prezioso realizzato con fili d'oro su un fondo di tessuto scuro (probabilmente seta nera). Al centro della composizione spicca una fenice o un uccello mitologico dalle ali spiegate e la coda piumata, reso con estrema perizia tecnica attraverso diverse direzioni del punto di ricamo che creano riflessi cangianti. L'uccello è circondato da motivi decorativi a nuvola stilizzata (ispirati all'estetica orientale) e fiori di loto, tutti ricamati in oro. Il lavoro mostra una grande ricchezza materica, tipica dei paramenti sacri o dei tessuti nobiliari di alta epoca. La luce mette in risalto la brillantezza del metallo e la tridimensionalità dei rilievi tessili.
Una fotografia ravvicinata che mostra una statua lignea policroma del Bambino Gesù durante un intervento di restauro o di catalogazione. La figura ha i capelli castani ricci, le guance arrossate e le braccia sollevate in un gesto di benedizione o accoglienza. Una mano umana fuori fuoco in primo piano tocca delicatamente il corpo della statuetta, che indossa una veste in tessuto antico e damascato, visibilmente logora. La scultura è adagiata su un foglio di carta bianca protettiva e l'illuminazione calda mette in risalto la fragilità e i dettagli della finitura pittorica.

Sapevi che…

All’interno del museo è attivo un laboratorio dedicato al restauro dei tessuti antichi diretto da Simonetta Giacomini. Nato per la manutenzione e il recupero dei paramenti liturgici - manufatti estremamente complessi e delicati per tecniche e materiali impiegati — col tempo ha iniziato a ricevere incarichi anche esterni al museo o che esulano dall’ambito sacro come il restauro di costumi, tappeti, divise, drappi, tappezzerie e bandiere. 

Una fotografia d'interno che ritrae una restauratrice al lavoro in un laboratorio professionale. La donna, vista di profilo e concentrata, indossa un camice chiaro e lavora su un antico manufatto tessile disteso su un ampio tavolo bianco. L'opera oggetto del restauro appare come un tessuto pesante, prezioso e strutturato, parzialmente coperto da un velo protettivo leggero fermato con degli spilli. Una lampada a braccio snodabile con una potente luce circolare illumina direttamente l'area di intervento, mettendo in risalto le trame dorate e scure del tessuto. Sullo sfondo si notano le pareti chiare del laboratorio e una finestra, mentre in primo piano sono disposti vari strumenti del mestiere, tra cui pennelli, rocchetti di filo e pesetti per il fissaggio. L'immagine comunica precisione, cura e la natura meticolosa della conservazione dei beni culturali.

Il museo in rete

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Didattica e ricerca

Mostre temporanee

Nel Centro Pastorale uno spazio a due piani è interamente dedicato alle mostre temporanee sul mondo della Chiesa o della spiritualità.

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Fototeca

Consultabile su richiesta, l’archivio raccoglie cartoline, lastre, fondi fotografici e documentari in gran parte digitalizzati. Tra i nuclei principali, l’archivio Pascotto con oltre 600 immagini sul patrimonio diocesano, insieme alle collezioni Truant, Forniz e Goi.

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Orari e informazioni

Quando visitarlo

Come raggiungerlo

Via Revedole, 1, 33170, Pordenone, PN

Con i mezzi
In treno: linea Venezia/Udine con fermata a Pordenone. Servizio taxi fuori dalla stazione.
In autobus: dalla stazione prendere l'autobus linea: 2, 3, 4 o 5

Con l’automobile
Autostrada A28 Portogruaro/Conegliano, uscita PORDENONE (Fiera). Usciti dall'autostrada prendi Via Nuova di Corva/SR251 e Viale Franco Martelli in direzione di Via Revedole. Puoi lasciare l’automobile in uno dei parcheggi urbani a pagamento del centro storico.

A piedi
Dalla stazione dei treni al museo d’arte impiegherai circa 12 minuti. Puoi raggiungere il museo percorrendo gli itinerario urbani “Il Custode dell’Armonia” e “Il Custode dell’Emozione Collettiva

Chi contattare

Ultimo aggiornamento: 14/04/2026 02:33

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