Theatrum Naturae: il museo prima dei musei

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Theatrum naturae
Wunderkammern
Museo Civico di Storia Naturale “Silvia Zenari”

Dal Cinquecento, tra corti e aristocrazie si diffonde una moda: le Wunderkammern. Si tratta di sale affollate di creature e oggetti rari pensati per stupire e sconvolgere. Nel 1565 Samuel Quiccheberg tenta una prima classificazione delle opere esposte: mirabilia, naturalia, artificialia, antiquitates, exotica, scientifica. Col tempo, lo sguardo cambia: i reperti naturali non sono più solo rarità o bizzarrie, ma oggetti di studio. Nasce così il Theatrum Naturae, teorizzato da Ulisse Aldrovandi: uno spazio ancora spettacolare, ma più ordinato e sostenuto da testi scientifici. È il passaggio che porta ai gabinetti settecenteschi e, poi, al museo moderno.

Al piano nobile di palazzo Amalteo è proprio l’evoluzione del Theatrum Naturae a prendere forma: tra mostri marini e gusci di testuggine, animali albini e variopinti pappagalli, falsi unicorni e creature a due teste realmente esistite

Ultimo aggiornamento: 14/04/2026 02:34

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