All’origine del Museo Civico d'Arte di Pordenone c’è una donazione: quella della famiglia di Michelangelo Grigoletti, artista nato a Pordenone e figura centrale della ritrattistica veneta dell’Ottocento. A lui è dedicata un’intera sala.
Qui il racconto è doppio: biografico e pittorico. Al centro, il ritratto dei genitori dell’artista (1829) restituisce con forza le sue origini, mentre attorno si dispongono sorelle, nipoti e volti familiari, colti con una crescente capacità di introspezione. Accanto, opere di piena maturità mostrano ritratti più eleganti e studiati, con un’attenzione minuziosa a stoffe, posture e sguardi. Il punto culminante è il ritratto della famiglia Busetto-Petich (1845): il capofamiglia guida lo sguardo tra figli, nipoti e consorti dove ogni gesto costruisce una precisa gerarchia familiare; sul tavolo un progetto; fuori dalla finestra il ponte ferroviario di Venezia, all’epoca ancora in costruzione, ma qui già attraversato da un treno sbuffante. Una scena domestica ma anche un racconto di potere e progresso.